KUNDALINI YOGA

 

HATHA YOGA

 

YOGA DO-IN

 

 

 

 

 

KUNDALINI YOGA


Cosa é:  E un tipo di yoga che unisce molti aspetti dei vari altri tipi di yoga. Se vogliamo distinguerlo lo si può immaginare nell'uso di posizioni statiche, posizioni dinamiche, mantra, mudra, tecniche di Pranayama, meditazione e altro...tuttavia è solo da provare per conoscerlo.

 

A cosa serve: premesso che tutto lo yoga in generale serve per:

  • stare bene fisicamente
  • stare bene emotivamente (sciogliendo ansie e paure), ... e con il tempo arrivare ad otterere
  • una consapevolezza fisica e mentale sempre maggiore


si può affermare che, in questo senso il Kundalini rappresenta una via particolarmente veloce e potente; eseguita nel modo giusto fa stare molto bene già da subito, e come se non bastasse fa aumentare questo benessere col tempo. Approcciato nel modo giusto quindi può dare solo dei vantaggi; è per questo che serve la supervisione di un insegnante qualificato che sappia valutare le reali necessità di chi si avvicina ...sia esperti che pricipianti curiosi

 

Quanto dura: le lezioni durano circa un'ora e quaranta minuti e si compongono sempre di uno schema quasi fisso, e cioè:

  • RITROVO e canto del mantra iniziale
  • TEORIA: trattazione dell'argomento della serata (10-15 minuti)
  • KRYA: sequenza di esercizi specifici diversi di volta in volta (varia dai 30 ai 50 minuti)
  • RILASSAMENTO:  rilassamento guidato con spefiche visualizzazioni positive (15 min)
  • MEDITAZIONE: meditazione di vario tipo a seconda dell'argomento (dai 7 ai 15 minuti)
  • SALUTO: con il mantra finale

Questo lavoro ripetuto una volta alla settimana  è sufficiente per creare un cambiamento reale.

 

Benefici: è molto limitativo elencarli, e diciamo che tutti possono trarre un vantaggio!
In generale sente un maggior beneficio chi parte da una situazione  già di disagio ( es: ansie, stress, paure, timidezze, salute cagionevole, confusione, stanchezza ... e molto altro ancora).
Il primo beneficio è il rafforzamento della salute fisica il secondo il miglioramento della propria salute mentale e con il tempo il terzo beneficio è decisamente una maggiore consapevolezza di sè.

 

Conduttore: Angelo Basso www.yoga-anti-stress.it/chi-sono/

 


APPROFONDIMENTO

 

Chi è Yogi Bhajan?

Yogi Bhajan è colui che, sfidando le tradizioni, ha portato le tecniche di kundalini yoga in occidente. Da allora si sono diffuse ampiamente prima in America e poi nel resto del mondo. In Italia non è ancora molto conosciuto questo yoga, tuttavia in pochi anni sta riscuotento un notevole successo dovuto principalmente all'efficienza della pratica.

"Non c’è mai stato qualcuno come te, non esiste altri come te e mai esisterà un altro come te; tu sei totalmente unico, assolutamente unico e dovresti essere molto cosciente di ciò e fino ad un certo punto, orgoglioso. Dovresti riconoscerlo in te e renderti conto che tu come essere umano hai delle quali tà, un potenziale, un’abilità ed un potere che è un regalo è il tuo dono in questa vita. Ci hai lavorato, ci stai lavorando e in NESSUN MODO devi SOTTOVALUTARE ciò che SEI".
Yogi Bhajan

 



Kundalini Yoga:
Kundalini è un termine della filosofia Advaita e di altre tradizioni yogiche tra le quali quella classica di Patanjali. La conoscenza della kundalini è nota ai maestri spirituali indiani fin dai tempi più antichi, ma è stata diffusa a livello di massa solo recentemente.

Con Kundalini si intende un’energia residuale della creazione (meglio nota come shakti) che si trova in ogni essere umano. In particolare Kundalini corrisponderebbe alla “forza generativa” in contrapposizione alle altre due forme di energia tradizionali cioè prana (o energia vitale) e fohat (o energia di movimento).

Si diche che l'energia Kundalini, allo stato latente, risiede nell’osso sacro posto alla base della colonna vertebrale sopra un plesso che si fa corrispondere al più basso dei chakra, detto in genere mulâdhâra, ed in particolare nella zona del perineo.

Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme, perché allo stato latente (detto anche dormiente), la kundalini si trova avvolta in tre spire e
mezzo. Il simbolo più usato per rappresentare la kundalini è il serpente, che assume così il simbolo di conoscenza. Fin dall’antichità, il serpente è stato considerato simbolo di trasformazione, grazie alla sua capacità di mutare la pelle ed è stato associato al benessere fisico, spirituale e all’illuminazione. Anche il Bastone di Asclepio, simbolo della moderna medicina, e il Caduceo di Ermete presentano rispettivamente uno e due serpenti che si avvolgono attorno ad un bastone.

Secondo gli yogi, tale energia si risveglia e dinamizza attraverso il sadhana (pratica della disciplina) ed entra nella direttrice centrale, detta Sushumna o Shusumna, nella fisiologia sottile delle tre principali nadi del corpo umano, così da risalire i chakra superiori fino alla sommità del cranio.
Lungo il suo percorso, la Kundalini attraversa i chakra risvegliandoli e potenziandoli. Giunta al settimo chakra, detto Sahasrara o anche “loto dai mille petali”, essa si connette con l’energia onnipervadente universale e questa connessione è detta yoga, termine che significa appunto unione.

A questo livello l’individuo raggiunge uno stato che viene comunemente definito Realizzazione del Sé o risveglio secondo la tradizione indiana. Lo scopo di questo corso introduttivo, è lo sperimentare il Kundalini Yoga come mezzo per riequilibrare i nostri dieci corpi.

Il Kundalini Yoga viene definito lo Yoga della consapevolezza, perché agisce sul risveglio dell’anima in modo molto veloce, rispetto ad altri yoga.
Ogni Krija è formato da una sequenza prestabilita; che non può essere modificata, perché così facendo si cambierebbe l’effetto.

Ogni sequenza del KUNDALINI YOGA è composta di un insieme di posizioni, mudra, suoni o mantra, pranayama e meditazioni che pur lavorando su di uno specifico stato dell’essere, lavorano sul tutto.

Ogni krija e meditazione ha un effetto immediato, la cui durata è limitata nel tempo;
per avere un cambiamento duraturo ed efficace è richiesta la pratica giornaliera di almeno 40g.
Si dice che :  
in 40 giorni Si cambia un abitudine
in 90 giorni Confermi la nuova abitudine
in 120 giorni La nuova abitudine sei tu
in 1.000 giorni Avete la maestria sulla nuova abitudine
Per i minuti in 3m si ha un effetto sul campo elettromagnetico, e circolazione
in 11m si ha un effetto sul Sistema nervoso e ghiandolare
in 22m si ha un  Riequilibrio delle tre menti
in 31m l'effetto è sul  Sistema endocrino sulle proiezioni mentali
in 62m. Lavora sulla materia grigia, subconscio e proiezione esterna si integrano
in 2 e ½ ore è un ciclo completo di prana e apana, l’uno si unisce al tutto



HATHA YOGA

 

Le efficaci tecniche dell’antica India per una pratica che aiuta a sviluppare, ritrovare e mantenere benessere e armonia psicofisica.
Lavoreremo insieme su:

PERCEZIONE e CONOSCENZA del CORPO

INDIVIDUAZIONE e RIMOZIONE di BLOCCHI e TENSIONI per un MAGGIOR BENESSERE di tutto l'ORGANISMO

SVILUPPO della CONSAPEVOLEZZA del MOVIMENTO RESPIRATORIO

APPRENDIMENTO di TECNICHE di RILASSAMENTO e MEDITAZIONE

 

YOGA: che cosa significa?

Lo Yoga  è uno dei sei sistemi del pensiero indiano chiamati darsana, termine che significa "visione", "prospettiva", "punto di vista", oppure "un certo modo di vedere".
Al di là di tutti questi significati ce n'è un altro che si può spiegare con l'immagine di uno specchio con cui possiamo guardare dentro di noi  per imparare a conoscere meglio noi stessi.
Nel corso dei secoli sono state proposte molte interpretazioni della parola yoga. Una di queste significa "collegare", "unire".
Un altro significato della parola yoga  è "ottenere ciò che prima era inottenibile".
Questa accezione implica che forse oggi c'è qualcosa che non siamo in grado di fare, ma possiamo trovare gli strumenti per riuscirci; e questo strumento è lo Yoga.
Di fatto quando riusciamo a piegare il corpo in avanti e a toccarci i piedi, o quando apprendiamo il significato della parola yoga da un libro, o quando capiamo qualcosa di più di noi stessi e di un altro attraverso un dialogo, abbiamo raggiunto un punto che in precedenza non avevamo mai toccato. Ognuno di questi cambiamenti e miglioramenti è Yoga.

Lo Hatha Yoga è un insieme di tecniche che, attribuendo un grande valore al corpo e ai sensi, mira a ottenere armonia ed equlibrio mediante discipline psico-fisiche.  

Il termine hatha risulta composto di ha "sole" e tha "luna", con riferimento simbolico al passaggio dell'aria nella narice destra, assimilata al sole, e nella sinistra, assimilata alla luna.
Lo Hatha Yoga intende essere l'insieme dei due respiri e si propone come obiettivo il samadhi, cioè l'annullamento della dualità.
La pratica dello Hatha Yoga ci offre la possibiltà di sperimentare i vari significati della parola yoga.

Nella nostra pratica ci concentriamo sul corpo, sul respiro e sulla mente.
Anche i sensi sono inclusi in quanto parte della mente. Benché sembri teoricamente possibile che il corpo, il respiro e la mente funzionino in modo indipendente, lo scopo dello Yoga è unificarli.
In genere le persone iniziano a vedere l'aspetto fisico dello Yoga. E' raro che sia subito attenzione al respiro, al modo di respirare e alla coordinazione del respiro con i movimenti del corpo.
Di solito si pensa soprattutto alla flessibilità e alla scioltezza fisica.
Ma, molto più importante di queste manifestazioni esteriori, è come sentiamo le posizioni (asana) e il respiro.
La pratica dello Yoga coinvolge tanto il respiro che il corpo.
La qualità del nostro respiro è importantissima perché esprime il nostro stato d'animo.
Se siamo agitati, il respiro è agitato, se invece siamo tranquilli, il respiro è calmo. Il respiro è il collegamento tra l'interno e l'esterno, tra mente e corpo.
Per questo è molto importante sviluppare una piena consapevolezza del movimento respiratorio con gli appropriati esercizi di respirazione (pranayama).
Solo quando il corpo, la respirazione e la mente lavorano in perfetta armonia ed equilibrio otteniamo la vera qualità di un asana. Solo allora si realizza lo Yoga.
Citando gli Yoga Sutra di Patanjali:“Sthira Sukham Asanam”, la posizione deve essere stabile e piacevole, mantenuta nell'immobilità, rinunciando allo sforzo. 

 

Conduttrice: Enrica Salvatori


APPROFONDIMENTO

 

Ma cosa sono gli “otto passi del sentiero”?
Patanjali, un mistico indiano vissuto intorno al 400 d.c., teorizzava che otto sono i livelli dello Ashtanga Yoga, chiamati anche le otto braccia dello yoga.
Rappresentano il sentiero che il praticante deve percorrere per raggiungere la felicità.
Sulla base della filosofia yoga, Patanjali descrive la fondamentale illusione nella quale ci troviamo quando ci identifichiamo con la nostra psiche ed il nostro corpo.
I suoi Yoga-sutra (aforismi) mostrano anche le cause che sono all’origine di questa nostra condizione di autoillusione e indicano una via pratica per liberarsi da tutto ciò. Questa via di liberazione viene definita “fiore a otto petali dello yoga” e costituisce la base comune di tutte le diverse interpretazioni dello yoga.

Vediamo in dettaglio queste otto discipline, o precetti:
1) Yama: le astinenze, o meglio la disciplina nei confronti del mondo esterno.
L’astenersi dalla violenza, dalla falsità, dal furto, dall’incontinenza, dall’avidità in tutti i campi della vita, indipendentemente dai limiti imposti da classe sociale, luogo, tempo e situazione.
2) Niyama: le osservanze o la disciplina nei confronti del mondo interiore.
La purezza interiore, l’appagamento, l’austerità, lo studio di sé e l’abbandono a Dio costituiscono le osservanze. Dobbiamo sviluppare un atteggiamento equilibrato nei confronti di ciò che è piacevole e di ciò che è spiacevole; l’ascesi deve essere intesa come sobrietà nei confronti delle cose materiali e spirituali.
3) Asana: le posture. Con la postura del corpo inizia l’autentica, specifica tecnica yoga. Attraverso tecniche differenti dobbiamo sviluppare e rafforzare il nostro corpo per essere in grado di assumere una determinata posizione e mantenerla per un lungo periodo di tempo in uno stato di profondo rilassamento, condizione fondamentale nello yoga per ogni tipo di meditazione.
4) Pranayama: la regolazione ed il controllo del respiro, considerato elemento fondamentale per preparare la mente alla concentrazione. Attraverso il respiro possiamo influenzare le potenzialità energetiche presenti nel nostro corpo inducendo nella nostra coscienza trasformazioni radicali.
5) Pratyahara: si raggiunge, concentrandosi sul respiro, quando i sensi si ritirano dagli oggetti esterni e la mente può così ritornare alla propria essenza spirituale.
6) Dharana: la concentrazione, cioè il fissarsi della mente sull’oggetto della concentrazione. Se durante questo processo di concentrazione si presentano altri pensieri, indesiderati, dobbiamo lasciarli andare e venire non prestando loro alcuna attenzione.
7) Dhyana: la meditazione, cioè il flusso ininterrotto della mente verso l’oggetto scelto evitando ogni altra percezione o sensazione.
8) Samadhi: lo stato di trance, nel quale esiste soltanto l’oggetto della contemplazione e la nostra identità, il nostro io, sono scomparsi.


Secondo Patanjali gli ultimi tre stadi rappresentano il processo evolutivo della contemplazione interiore ed è questa l’esperienza che lo yoga vuole trasmetterci: riconoscere e realizzare la nostra vera essenza divenendo consapevoli della nostra identità divina.

 



YOGA DO-IN

 

COS’E' IL DO-IN?
Il Do-In è una disciplina che permette di migliorare le proprie condizioni di vita utilizzando tecniche corporee e mentali antiche che ancora oggi mantengono la loro grande efficacia. Si possono ottenere buoni risultati già dopo i primi incontri con l’insegnante.
Dopo essere stato appreso può essere praticato da soli, in ogni momento, e quindi può essere praticato facilmente anche da chi è molto impegnato, ha poco tempo a disposizione e vuole mantenere un buon livello di salute.
Pur essendo una disciplina antica è particolarmente adatta ai ritmi di vita a cui spesso siamo costretti dall’organizzazione sociale in cui attualmente viviamo ed è anche un modo molto valido per evitare lo stress.
Il Do-In permette di lavorare su la componente fisica, mentale e spirituale della persona.
In questo è simile ad altre forme complete di yoga , con le differenze che derivano dal contesto culturale ambientale in cui si è sviluppato e che nella pratica lo rendono diverso.

 

ORIGINI
È una disciplina che origini antiche, deriva dalla medicina tradizionale cinese e dalle antiche pratiche tradizionali giapponesi, con influenze anche di tutta la cultura dell’estremo oriente.

 

TECNICHE UTILIZZATE
Le tecniche tradizionali utilizzate sono: respirazione, meditazione, rilassamento, auto massaggio, esercizi con la voce, movimenti e posizioni particolari che hanno lo scopo di attivare e riequilibrare le energie vitali che scorrono nel corpo.
Sono le stesse che vengono usate nello yoga e nelle pratiche cinesi per il riequilibrio energetico, la differenza tra Do In e le altre discipline sta nel modo in cui queste tecniche vengono sviluppate. La comprensione reale di questa differenza può essere poi soltanto frutto di esperienza .

 

AUTOMASSAGGIO
L’auto massaggio do-in si basa sui principi della medicina tradizionale cinese dunque viene tiene conto del percorso dei meridiani della posizione dei punti che vengono utilizzati anche per l’agopuntura. Vengono massaggiati tutte le parti del corpo con particolare attenzione per la testa, le mani e i piedi.

 

UTILITA'
Grazie all’ascolto, e alla meditazione si è in grado di cogliere qual’ è il nostro stato generale e scegliere gli esercizi più datti per migliorarlo.

 

"Nessuno ci salva tranne noi stessi, nessuno è capace e nessuno potrebbe, noi stessi dobbiamo prendere il cammino" (Buddha).



Conduttrice: Mery Novara